Almalaurea fotografa la mattanza dei laureati

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

UniversitàSusan Scrive:"E'allarme negli atenei italiani: il mondo del lavoro non è più garantito per i loro componenti. Avere una laurea non garantisce più l'occupazione: una situazione ben nota a tutti gli studenti universitari ed ai neolaureati di Italia, che nel consueto rapporto annuale dell'associazione Almalaurea trova ancora una volta conferma.

Secondo lo studio basato sui dati occupazionali del 2006, nonostante la maggiore specificità dei corsi di laurea triennale esistenti su piazza, vi è stata una diminuzione sensibile del numero dei laureati che hanno trovato occupazione ad un anno dalla fine dei proprio corso di studi: la percentuale è scesa dal 52,4% pre riforma, al 45% attuale.

E' dato allarmante, solo un laureato triennale su 3 è riuscito a firmare un contratto di collaborazione a tempo indeterminato. Inutile ribadire che la naturale precarietà dei lavori disponibili sul mercato ha influito in maniera negativa sulla stima: il numero dei lavoratori atipici, nel biennio 2005-2006 ha avuto un incremento del 10%.

E lo stipendio? L'unico mezzo con il quale il giovane laureato poteva incominciare a pensare di mettere su famiglia? Anche lui è diventato "atipico": si passa dai 969 euro lordi al mese per un laureato post riforma, ai 1.042 euro dei laureati del vecchio ordinamento. Molto meno di quanto un laureato guadagnava nel 2001. Ed assolutamente insufficente a garantire l'indipendenza economica e il conseguente volo al di fuori del nido famigliare. Le donne poi risultano essere più sfortunte degli uomini: meno lavoro, più contratti atipici, ma soprattutto meno stipendio.

Non meno importante risulta essere il territorio di appartenenza del neolaureato. Le percentuali parlano chiaro: almeno sei ragazzi su dieci al Nord trovano lavoro entro un anno dal conseguimento del diploma di Laurea, numero che scende al 40% nel Mezzogiorno. Lo stipendio stesso risente della collocazione geografica: in media uno studente del sud, dopo 5 anni di lavoro, guadagna circa 300 euro in meno di un suo collega del nord Italia.

L'unica soluzione a tale scempio è l'espatrio: a parità di studi ed esperienza, l'emigrante guadagna circa il 50 % in più di stipendio rispetto al residente in Italia. Il ministro Mussi definisce il fenomeno riportato dal rapporto Almalaurea "la mattanza dei laureati". Non poteva essere coniata un espressione migliore per descrivere la situazione dei neolaureati nostrani."