Quando l'università mette la retro

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Studenti

Da poco è stato stillato il "Rapporto sullo stato delle Università 2006". Ogni anno questo rapporto informa gli italiani sul progresso delle università italiane rispetto a quelle europee, anche se in questo ultimo caso si dovrebbe parlare di regresso! Lo stato degli atenei italiani, che è stato definito da molti come contraddittorio o addirittura caotico è tutto fuorché migliorato nonostante siano passati ben 3 anni dall’introduzione della riforma (Nuovo Ordinamento), che invece di risolvere i problemi, ne ha creati altri. Se è vero, infatti, che è aumentato del 20% il numero delle matricole è pur vero che è quasi raddoppiato il numero dei ritiri dopo il primo anno. Inoltre non va meglio neanche con la durata media degli studi, infatti, è aumentata di molto anche la percentuale di studenti “Fuori Corso”. Anche a causa del caos causato dal mescolarsi di nuovo-vecchio ordinamento, e i numeri parlano chiaro, praticamente 1 studente su 2 non riesce a completare il proprio corse in tempo e 1 su 5 si ritira degli studi…Un altro fattore che può influenzare la scelta è l’altissimo numero dei corsi di laurea che spesso non trovano sbocco in lauree specialistiche o in attività lavorative. Ma è inutile piangere su questo, in quanto il brutto deve ancora venire. Staremo ora a parlare dei finanziamenti che “qualcuno”, ha tagliato compensandoli “fortunatamente”, con i capitali esteri di investimento (quelli previsti dalle nuove direttive U.E.). Naturalmente i fondi non vengono investiti in modo uniforme tra tutti gli atenei, sono privilegiate infatti le università con maggiore ricerca o che portano avanti progetti molto dispendiosi e talvolta inutili.

Questo porta a fare due considerazioni; prima di tutto se da un lato, lo sviluppo della ricerca è un buon segnale per il mondo accademico, dall’altro i piccoli atenei vengono praticamente “stritolati” a causa della mancanza di fondi; inoltre aree del paese già svantaggiate potrebbero subire un ulteriore rallentamento. Allora non c’è da stupirsi che nella classifica stilata dal Times Higher Education Supplement e QS nel World University Rankings 2006/07 l’unica Università italiana, “La Sapienza” di Roma, si trovi al 197° posto, perdendo 72 posizioni in un solo anno!